Laboratorio filosofico

PROGETTO LABORATORIO FILOSOFICO

“Che cos’è giusto?”

All’inizio del secondo quadrimestre, tra febbraio e marzo 2020, è in programma un laboratorio filosofico con i ragazzi, una proposta mirata a “imparare a ragionare insieme”  focalizzata sulla domanda “Che cos’è giusto?”, che troverà un momento conclusivo di condivisione nella “Giornata della legalità” fissata per il 20 marzo 2020 (tale giornata potrà essere integrata da un incontro di testimonianza con un relatore esterno). Oltre al valore della domanda in sé – che cosa sia la giustizia in generale e che cosa sia giusto fare in determinate situazioni, una domanda “filosofica”, a cui non è facile rispondere senza una seria ricerca del pensiero – l’attività laboratoriale consente di educare i ragazzi a una forma di discussione più corretta, più civile e rispettosa delle opinioni altrui e più feconda di sviluppi sul piano dell’educazione alla cittadinanza. E’ la forma del dialogo, implicante una logica e un’etica del discorso, che spesso difettano nei pubblici dibattiti. L’età dei ragazzi e l’ambiente scolastico sono il tempo e il luogo ideali per intraprendere un percorso come questo, di grande rilevanza formativa.

 

Docenti coinvolti:

prof. Giacomo Rossin

(con la consulenza del preside, prof. Eliano Zigiotto)

 

Destinatari:

gli alunni della classe prima

– perché costituiscono un gruppo di dialogo e ricerca non troppo numeroso (12 alunni);

– perché offrono la possibilità di continuare la sperimentazione nei due anni successivi.

 

Tempi di attuazione:

Quattro incontri settimanali (più la giornata della legalità) che si terranno alla terza ora di venerdì (i giorni precisi saranno comunicati per tempo direttamente ai ragazzi).

L’attività laboratoriale rientra nella prevista programmazione di educazione civica.

 

Obiettivi formativi:

A partire dall’esperienza personale e da esempi di realtà, i ragazzi saranno invitati a:

  • riflettere su quale debba essere il comportamento “giusto” in determinate situazioni;
  • esprimere le proprie opinioni tenendo conto di quelle degli altri;
  • sforzarsi di passare da un’opinione puramente personale a un’opinione condivisa, prossima al concetto di giustizia;
  • maturare un senso critico sul piano della coscienza e della responsabilità personale;
  • rapportare la propria esperienza al valore sociale della legge.

 

Metodologia:

L’esperienza laboratoriale si basa sul metodo dialogico, che valorizza la discussione in classe come   opportunità di apprendimento in una dimensione relazionale, che comprende in un unico processo di crescita il piano emotivo, sociale e cognitivo dell’alunno. Secondo un approccio co-costruttivistico della conoscenza, il lavoro in classe si strutturerà in base a queste impostazioni:

  • relazione di tipo circolare, attenta al ruolo del gruppo e all’interazione reciproca tra i componenti;
  • l’insegnante, come parte del gruppo, assume un ruolo di conduttore, di moderatore, sia nel presidio del contenuto in discussione, sia nella gestione delle regole di interazione;
  • la lezione perde la tradizionale struttura gerarchica e unidirezionale e assume piuttosto una struttura reticolare, volta a formare una comunità di discorso dove ognuno innanzitutto “abita la domanda”, senza fretta di esibire risposte già pronte, e s’impegna piuttosto ad offrire spunti di riflessione con propri contributi (ancorché “ingenui”, sono sempre produttivi) di tipo argomentativo, critico, di giustificazione ragionata o di spiegazione sensata.

 

Programmazione delle unità didattiche (salvo possibili variazioni in itinere per ragioni didattiche):

  • 1 – Lettura e visione video del mito platonico “L’anello di Gige”.

Elaborazione personale: “Se fossi invisibile, che cosa mi piacerebbe fare?”

  • 2 – Che cosa è giusto?

Opinioni a confronto: le regole del dialogo

  • 3 – Immagini della Giustizia: Che cosa vuol dire comportarsi con senso di giustizia?

Dall’opinione al concetto: logica del discorso (con l’aiuto di Platone, Aristotele e Kant)

  • 4 – A che cosa serve la legge?

Il rapporto tra la giustizia (Díke) e la legge (Nómos).

  • 20 marzo: giornata della legalità, incontro pubblico (in via di definizione).

 

Verifica e valutazione

La migliore verifica auto-valutativa sarà costituita dalla verbalizzazione scritta dei passaggi più rilevanti delle discussioni tenute in classe: sarà un modo per rivedere in modo più distaccato (oggettivo) il proprio pensiero espresso dapprima oralmente. Il pensiero trasposto in forma scritta, oltre a consentire possibili autocorrezioni, potrà essere riportato infine sul giornalino d’istituto, in via di progettazione, per avere anche un altro importante riscontro, quello del pubblico più largo.